De Architectura, Capitulum VII
VI, 1. Ipsius autem theatri conformatio sic est facienda, uti, quam magna futura est perimetros imi, centro medio conlocato circumagatur linea rotundationis, in eaque quattuor scribantur trigona paribus lateribus, intervallis extremam lineam circinationis tangant, quibus etiam in duodecim signorum caelestium astrologi ex musica convenientia astrorum ratiocinantur. Ex his trigonis cuius latus fuerit proximum scaenae, ea regione, qua praecidit curvaturam circinationis, ibi finiatur scaenae frons, et ab eo loco per centrum parallelos linea ducatur, quae disiungat proscaenii pulpitum et orchestrae regionem. […]
La figura poi dello stesso teatro dev’essere fatta in modo che, quanto grande dovrà essere il perimetro della parte più bassa, posto il centro nel mezzo, si tracci all’ingiro la circonferenza del cerchio, e in essa si descrivano quattro triangoli equilateri, a distanze uguali tocchino la circonferenza del cerchio; con essi anche gli astrologi fanno calcoli sui dodici segni celesti sulla base dell’accordo musicale degli astri. Sul lato del triangolo di questi che sarà il più vicino alla scena, sulla linea che taglia la curva del cerchio, ivi sia fissata la frontescena, e si conduca la linea parallela a tale posizione passante per il centro, che divida il pulpito dal proscenio e l’ambito dell’orchestra.

VI, 2. […] Cunei spectaculorum in theatro ita dividantur, uti anguli trigonorum, qui currunt circum curvaturam circinationis, dirigant ascensus scalasque inter cuneos ad primam praecinctionem; supra autem alternis itineribus superiores cunei medii dirigantur.
Nel teatro i cunei della parte per gli spettatori siano divisi in modo che i vertici dei triangoli, che si dipanano attorno alla circonferenza del cerchio, diano le direzioni alle salite e alle scale tra i cunei fino al primo pianerottolo, sopra invece i cunei superiori siano divisi al centro da passaggi alterni.
VI, 3. Hi autem, qui sunt in imo et dirigunt scalaria, erunt numero VII reliqui quinque scaenae designabunt compositionem: et unus medius contra se valvas regias habere debet, et qui erunt dextra sinistra, hospitaliorum designabunt compositionem, extremi duo spectabunt itinera versurarum.
Questi vertici invece che si trovano in basso e danno direzioni alle scalinate, saranno in numero di 7, gli altri cinque regoleranno la composizione della scena, e quello al centro deve avere in corrispondenza di sé la porta regia, mentre quelli che si troveranno a destra e a sinistra indicheranno la disposizione delle porte ospitali, i due alle estremità guarderanno i passaggi delle quinte.
Il passaggio più bello rimarrà, sempre e comunque, quello dell’odometro. Forse perché è stata la prima versione di Vitruvio che ho tradotto al Liceo.